Design Talking: 4P1B

ClaudiaOvan Comunicazione intervista i designer dello Studio 4P1B, Simone Fanciullacci e Antonio de Marco. Si parla di design e della felice collaborazione dello studio con la Chairs&More.

 

01.2017: Design Talking: 4P1B e la loro collaborazione con Chairs & More

http://www.claudiaovan.it/it/design-talking-4p1b-and-their-collaboration-with-chairs-more/

CLAUDIA OVAN: Studio 4P1B, ovvero Simone Fanciullacci e Antonio de Marco: la vostra collaborazione con Chairs & More risale a un paio di anni fa: come vi siete incontrati e scelti?

4P1B DESIGN STUDIO: Tutto è nato da una conoscenza in comune tra noi e Marco Roseano il titolare di C&M, sapevamo che l’azienda stava crescendo e che desiderava collaborare con nuovi designer. Ci siamo incontrati e abbiamo subito capito che parlavamo la stessa lingua e che ci saremmo divertiti.

CO: Cosa guida il vostro lavoro?

4P1B: Per prima cosa la curiosità, ci piace fare domande ma anche interrogarci sulle scelte che prendiamo.
Conoscere il problema e il contesto su cui si sta lavorando è il primo modo per poter trovare un nuovo punto di vista, per cambiare prospettiva.
Il metodo, lasciamo spazio alla creatività ma seguendo un percorso che ci aiuti a indirizzare al meglio le nostre energie.
Infine il divertimento, siamo molto esigenti con noi stessi ma vogliamo che questo lavoro rimanga per noi uno spazio in cui stare bene.

CO: Una definizione di design che sentite calzante su di voi?

4P1B: Questa è una domanda difficile. Si tratta di un mestiere che ti mette nel mezzo tra i desideri delle aziende, quelli degli utenti e i tuoi. Noi cerchiamo di trasformare questa tensione in progetti, quindi in oggetti. Speriamo che questa trasformazione non sia fine a se stessa ma che contenga un’idea che non lasci indifferenti, che strappi un sorriso o un sospiro di soddisfazione.

CO: Quanto ritenete che si sia liberi di progettare oggi? Ci sono settori o contesti che permettono maggiori libertà?

4P1B: Rispetto a qualche decennio fa probabilmente ci sono nuovi vincoli che si sono venuti a creare, una maggiore consapevolezza nei consumatori che ti obbliga a stare più attento alle scelte che fai in fase di progetto. Certo il nostro lavoro cambia se lavoriamo per la grande distribuzione o per una galleria d’arte, ci sono ambiti che naturalmente permettono una maggiore libertà di sperimentazione.